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Padre Silvano ha ricevuto moltissime richieste da parte di famiglie pigmee per far studiare i propri bambini a Nduje. Più di quante sia riuscito a soddisfare. Tra la popolazione dei pigmei è diventato un vero e proprio punto di riferimento.

A Nduye ormai tutti mi chiamano “taté = nonno”, e cosa fa il nonno? Si occupa dei piccoli, dei nipotini. Ma non è solo per questo- ci racconta- dopo 50 anni di Africa e oltre 35 passati fra Mambasa e Nduye sono convinto che questi piccoli Pigmei hanno delle potenzialità enormi, come la terra della foresta che ha accumulato per milioni di anni humus in abbondanza e non è mai stato sfruttato.

Padre Silvano è una forza della natura: nonostante tutto è sempre riuscito a fronteggiare qualsiasi avversità.

Ci racconta i suoi progetti passati e quelli futuri senza esitazione, affermando:
“voglio continuare in fretta e con più impegno. I Romani dicevano: “motus in fine velocior”…La velocità aumenta vicino al traguardo…L’atleta all’approssimarsi della corda raccoglie le energie in un ultimo sforzo e le scarica”

Nel 2018 Padre Silvano decide di fare un salto di qualità, determinato a offrire ai suoi giovani ospiti una crescita sana e felice.
Negli appezzamenti di terreno del Convitto, che ammontano a 15 ettari tra alberi e piantagioni di ananas, papaya, banane, fagioli, riso e zucchero, decide di creare una formazione professionale in campo agricolo per pigmei e pigmee.
Al contempo progetta e riorganizza nuovi bagni per le scuole di ‘Nduje istituendo una falegnameria nel villaggio per costruire le strutture necessarie agli edifici.

Un giorno alla volta

Le difficoltà per Padre Silvano non sono state poche. Nonostante tutto, grazie alla sua passione e all’entusiasmo non si è mai arreso.

In Congo, a ‘Nduje, eventi che per gli abitanti delle aree più industrializzate sono considerati solo dei contrattempi, diventano problemi più grandi in un villaggio immerso nella foresta; soprattutto se capitano durante un periodo di pandemia globale. Padre Silvano ci racconta che durante il lockdown l’impianto fotovoltaico della missione ha avuto problemi a causa di un forte temporale, che ha messo fuori uso l’inverter. Dopodichè ha smesso di funzionare anche la connessione Internet; cosìcche la missione è rimasta isolata dalle vie di comunicazione in un momento storico in cui le scuole erano chiuse, le celebrazioni civili e religiose vietate così anche come gli spostamenti.

È un continuo rimediare ai problemi che giorno per giorno si presentano- ci racconta Padre Silvano. Il quale riesce ad affrontare ogni istante, anche quelli meno felici, con ottimismo e fiducia.

Fortunatamente i casi di Covid-19 non sono stati molti. I bambini e le bambine dei due Convitti sono rimasti a Nduye e non sono tornati ai loro villaggi, nonostante la sospensione delle lezioni. Ogni giorno i collaboratori che si occupano dei ragazzi creavano svariate attività per tenerli impegnati: gioco, pesca, coltivazione dei terreni e raccolta.

Lo sanno che fino a che possono contare su Mupe Silvano, “andrà tutto bene”.

Fare la nostra parte

I pigmei sono un popolo straordinariamente capace e determinato: spesso vivono un conflitto tra vita nella civiltà, a cui seguono bisogni e necessità, e vita nella foresta, dove solitamente abitano. L’istruzione, la capacità di leggere e scrivere permettono loro di essere consapevoli dei loro diritti; questo approccio deve essere in equilibrio con i desideri, necessità e abitudini di questa etnia.

Questa è la filosofia che guida la missione umanitaria di Padre Silvano e della Onlus Padre B. Longo: comprendere i bisogni delle persone e fornirgli l’aiuto necessario per soddisfarli partendo dall’istruzione e dalla qualità educativa.

Questo è ciò che fa sentire Geomag, la quale si occupa di diritto allo studio dei più piccoli vicina a questo straordinario progetto: fare la nostra parte, fornire un sostegno di tipo finanziario, materiali e strumenti per le attività scolastiche dedicate all’insegnamento, per coadiuvare gli insegnanti pagati dalla missione nel loro lavoro diventa per noi un’azione indispensabile. Per Padre Silvano e per tutti gli Schoolheroes che abbiamo seguito con passione, paese dopo paese, nazione dopo nazione, continente dopo continente.

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